L’Innovazione

Sono ahimé sufficientemente âgé per ricordare i merchant che non credevano nell’e-commerce, oppure le reti pubblicitarie che non volevano includere nei loro piani media il digital advertising, oppure ancora l’industria televisiva e cinematografica che snobbava lo streaming, quella ludica che sminuiva i videogames in mobilità e così via.

Esempi di treni (=trend) persi dalle aziende ne conosciamo tutti a decine.

Mi sono interrogato spesso sui motivi per i quali molte aziende non riescano a sfruttare alcuni dei megatrend che per me invece risultavano scontati, salvo poi rincorrere affannosamente gli illuminati first mover. E questo avviene tutt’ora: anticipo a titolo di esempio alcuni megatrend cross-settore, già consolidati da qualche anno, che a mio avviso ancora vengono inspiegabilmente sottovalutati, quando non ignorati completamente:

  1. Artificial Intelligence
  2. Big Data
  3. Blockchain e trasparenza
  4. Cyber Security
  5. Open Innovation
  6. Privacy, come appartenenza e portabilità del dato
  7. Sostenibilità
  8. User Experience

Ormai tutte le aziende sono scese a compromessi con il digitale (“every company is a digital company”), quindi cosa le tiene ancora lontane dal comprendere che l’unica risposta possibile per non perdere più i trend che passano è: Innovare?

Un processo continuo di Open Innovation

L’Innovazione non è qualcosa che puoi tendenzialmente fare a strappi, magari solo quando ti accorgi di essere rimasto indietro. O ti attrezzi in maniera seria e costante, o fai (se ti va bene) il follower. Tutti i trend elencati sopra contengono a loro volta dei sotto-trend da presidiare, con più o meno vigore in base alla propria mission, ma a prescindere dal settore di appartenenza. E le aziende non pure digital dovrebbero farlo ancora di più.

Il modello startup studio come quello di Startup Bakery nasce proprio per consentire alle aziende di attrezzarsi; esse stimolano, sostengono ed infine acquisiscono startup solide, con al loro interno tecnologia, talenti e procedure innovative. La differenza rispetto ad un centro di ricerca, lontano dalle logiche di mercato, oppure rispetto ad una divisione aziendale, compressa da procedure e bias interni, è netta: lo startup studio consente all’azienda partner di rimanere concentrata sul proprio core business, demandando la generazione di innovazione all’esterno, internalizzandola in ottica Open Innovation solo se la stessa rispetterà gli standard concordati.

Ma fra tutti i trend citati nel mio elenco, ce n’è uno che trovo particolarmente ineluttabile: la Sostenibilità. Si tratta forse anche del trend più ampio e, proprio per questo, quando si parla degli altri trend, non lo si può fare prescindendo da essa.

Sostenibilità: protagonista del 2021?

Il concetto di Sostenibilità è stato ormai sdoganato. Il trend, già in atto a livello mondiale tra il 2017 ed il 2018, approdato più o meno nello stesso periodo anche in Italia, ha utilizzato il 2019 per consolidarsi e lo strano 2020 per lanciarsi, candidandosi infine a potenziale “protagonista” del 2021.

ESG trends

Fonte: Google Trends

Le aziende quindi, tutte, partendo dalle startup per arrivare ai grandi gruppi quotati, dovranno fare i conti con tematiche ESG (Environmental, Social & Governance) e con gli SDG (Sustainable Development Goals). Le cose da fare sono tante ed è quindi normale che molte aziende facciano fatica a “convertirsi” utilizzando logiche ed approcci tradizionali. Molto spesso essere sostenibili per un’azienda, significa generare nel breve periodo rendimenti inferiori, se non addirittura negativi, ma si tratta di investimenti ineluttabili, che prima o poi tutti dovranno fare, pena l’esclusione dal mercato.

Anche in questo caso dunque, non vedo come si possa diventare più sostenibili se non innovando: processi, tecnologie, competenze, ecc. prima di essere applicati, devono essere testati, possibilmente in ottica lean e, solo in seguito, introdotti. Le aziende diventeranno più sostenibili dunque se riusciranno a testare sui propri stakeholder (presenti o potenziali) le soluzioni e le pratiche sostenibili che intendono implementare. Ed ecco che ho presto legato la Sostenibilità anche alla User Experience. Ma come detto potrei legarla facilmente anche ad uno qualunque degli altri trend citati.

L’Open Innovation sostenibile

Innovare significa anche sbagliare, ma farlo in fretta ed imparando dai propri errori. Per un’azienda esternalizzare il processo innovativo ad uno startup studio significa dunque anche esternalizzare gli eventuali errori, diminuendo rischio e relative pressioni. Significa inoltre avere un osservatorio sempre attivo sul mondo dell’Innovazione e significa infine poter scegliere quale trend internalizzare, riducendo i costi di acquisizione ed abbattendo drasticamente i costi di integrazione, spesso sottovalutati.

Tutte le startup gemmate in Startup Bakery contengono elementi di sostenibilità e sono dunque legate ad almeno uno degli SDG. In questo modo, contiamo di portare Innovazione Sostenibile all’interno del nostro tessuto imprenditoriale.

Sustainable Development Goals

L’augurio che mi sento di fare, soprattutto al Sistema Italia, è che le keyword legate all’ “Innovazione” seguano il medesimo percorso intrapreso dalle keyword afferenti la “Sostenibilità”. Perché non esisterà l’una, senza l’altra.