Il settore veterinario è un mercato che, solo in Europa sfiora i 20 miliardi di euro, con 85 milioni di proprietari di animali e 0,35 veterinari ogni 1000 abitanti. È naturale dunque che attiri l’attenzione di imprenditori e innovatori.

In Startup Bakery abbiamo perciò deciso di indagare la relazione veterinario-cliente, con l’obiettivo di identificare quali problemi veterinari e proprietari di animali affrontano nella loro relazione e, al contempo, stabilire se una soluzione software possa risolvere o mitigare tali problemi. 

Il metodo che seguiamo in Startup Bakery per stabilire se costituire o meno una nuova startup è infatti estremamente empirico: analizziamo ogni idea di business attraverso vari passaggi volti a cercare il cosiddetto problem-solution fit. Rifacendoci all’approccio Lean Startup, cominciamo con l’analizzare i problemi avvertiti dal nostro cliente potenziale e, successivamente, ideiamo soluzioni che affrontano nello specifico i pain point rilevati.

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Cosa è emerso dalla nostra indagine

Il veterinario è una figura che spesso non vede riconosciuta la propria professionalità e il proprio tempo e che negli ultimi anni si è ritrovato a far fronte a una clientela sempre più esigente e attiva sui sistemi di comunicazione peer-to-peer a danno della qualità del lavoro. 

Tra gli aspetti più critici un sovraccarico di email, telefonate e messaggistica senza limiti, uno scarso riconoscimento del tempo speso in attività extra-visite, l’abitudine a lavorare da soli e in assenza di strumenti digitali evoluti a supporto.

Abbiamo stimato che un efficientamento del tempo impiegato in attività extra anche solo pari al 50% consentirebbe al veterinario di curare fino a 2 animali in più al giorno.

Questo studio è uno degli step che hanno portato alla creazione di  Veterly - una soluzione SaaS per studi veterinari che semplifica il rapporto tra veterinari e clienti a beneficio della salute degli animali.